oh mio pegasoL

allora spiego ufficialmente questa cosa del Pegaso.

e per farlo, dovrò narrarvi una storia.
e questa principessa misteriosa, quando che era tutta innamorata, si prodigava nel comporre lunghi e articolati poemi, colmi di metafore romantiche, struggenti rimandi mitologici e chicchirillò col filo, che esaltassero a pieno il magico incanto dell'ammor.
ora, fin qui tutto bene (insomma), tutto bene finchè giunse un giorno in cui la nostra soave princi esagerò.

da quel dì PEGASO divenne il termine che definisce per eccellenza la romanticheria stucchevole.
una roba che dici "troppo pegasa" significa che è un'amorosaggine eccessivamente sdolcinata.

e cmq in seguito, come in tutte le tradizioni antropologiche(per lo meno quelle di casa mia), poi il concetto ha preso corpo, si è evoluto, per così dire.
da semplice sinonimo di "sdolcinato" abbiamo assistito al distillarsi di più significati.
si, perchè il pegaso ha varie sfaccettature. può essere un romanticismo felice certo, ma può trattarsi anche di un aulico momento di passionale depressione. disperazione per un litigio, turbamenti sul futuro. chiaramente tutto sempre strettamente amoroso. tutti pegasi.
e ognuno è facilmente identificabile con l'abbinamento di molteplici sfumature cromatiche.

ecco ad esempio una tabella di pegasi di base.


chiaro il concetto? u_u

sono indecisa se proporre questa spiegazione a wikipedia. in effetti forse sarebbe mio dovere.

danzetterie



quand'ero giovine avevo in testa la storia di questa compagnia di danza scalcinata, che nulla, tirava avanti, nn succedeva mai niente di interessante.quindi alla fine manco era una storia, era una specie di telenovela. ma si, perchè nn c'era una vera e propria trama, solo personaggi e i loro rapporti umani, la loro quotidianità aliena,le loro vicende al limite della psicopatia. perchè chi sta un pò nel mondo ballerino lo sa che è una realtà a sè, con leggi e regole a sè e popolata da personaggi assolutamente fuori dal mondo. e vista dall'esterno è proprio affascinante.
si, quindi scrivevo di questa mia compagnia immaginaria. e adesso, ogni tanto mi piacerebbe rispolverare qualche sketch.boh.
musichetta nostalgica.

favole2




sì. mi stavo interrogando, ancora in merito alle favole.
ma il personaggio del Principe Azzurro. che è ricorrente anche se in svariate forme, che è un personaggio immaginario, addirittura stucchevole da quanto è buono, che salva donzelle in pericolo, che ha un costumino tipo calzamaglia,che si serve di un mezzo di trasporto figo, che ha superpoteri nella saliva.
può il principe azzurro essere considerato a pieno titolo un supereroe?

favole





allora, volevo illustrare questa mia teoria.

nelle favole, specie in quelle classiche, c'è sempre una morale, son fatte apposta. cappuccetto ti insegna a nn dar spago ai lupi sconosciuti, anche se sono muscolosi e prestanti, che spesso sono anche bugiardissimi. e suggerisce di accettare l'aiuto di un medico oculista. eventualmente. peter pan ci spiega che alla fine è il caso di crescere, se nn vuoi essere esiliato in un'isoletta con un serial killer monco che ti da la caccia. biancaneve che sarebbe sempre preferibile nn consumare frutta OGM offertati da vecchiette sospette e sopratutto che troverai sempre accoglienza in una casa piena di uomini se fai le faccende di casa e troieggi un pò. ariel ci mette in guardia sui pericoli dell'affidarsi allo strozzinaggio. eccetera.
comunque, la storia su cui riflettevo ultimamente, è quella di cenerentola.
e in poche parole, la morale della favola vabè, è che se sei taaanto buona il destino ti ricompenserà. e, apparte che nn è una morale, ma una falsa promessa, questa è solo la giustificazione di copertura. il vero insegnamento è per l'appunto un altro e lo trovi se analizzi la storia.

vedi che c'è sta cosa della mezzanotte, del doversene andare, mh, che non ha senso, la storia poteva finire là, c'era già stato il drammone, quando le sorelle la sbatacchiano e le strappano il vestito lasciandola a casa disperata. poi la fata la raggiunge, la trasforma, lei ha la sua rivincita al ballo. eh. e allora perchè se ne scappa? perchè sta cosa della zucca, della ritrasformazione?
lì sta la dritta.
in realtà cela un validissimo suggerimento alle donne.
dice :
bimbe, dopo un par d'ore, specialmente se la serata è andata bene, se c'è pure qualcuno che ti interessa, è saggio levarsi dal cazzo.
perchè, attenzione, dopo un pò, più o meno verso la mezzanotte, comincia la decomposizione del look, non importa quanto ti sei impegnata a costruire un'acconciatura e un make up durevoli. inizierà irrimediabilmente la colata, lo storpiamento. specie se si beve un pò. specie se si balla. quindi zot, sparire. lasciare il ricordo di fighezza. che se hai fatto colpo il tipo ti richiama, stai certa, perchè è convinto che sei fica.
invece, se ti sciogli lì davanti a lui subito la prima volta che ti vede, nisba.







mi spiace che nn ho trovato la foto di cenerentola barbona dopo ballo, in realtà questa è subito dopo che le sorelle l'han violentata.





il discorso perdere la scarpa può avere vari significati mh, c'è la valenza feticista che suggerisce di lasciare al fusto in ballo qualcosa di te su cui egli possa struggersi al tuo ricordo. una scarpa è perfetta. con numero di telefono scritto sulla soletta, ovvio.
o alternativa, il concetto è che quando sei tanto di fori da perder le scarpe per strada, si, è meglio proprio dileguarsi.se il partito ti interessa per una seria relazione, dico.sennò vabè, puoi anche restare.ma questo si legge tra le righe, nn c'è proprio scritto.



e cmq ho sempre preferito le sorellastre.
ehi, cos'è quella faccia?
è la mia faccia.
sei stanca eh?
no, anzi, ho dormito fino a mezzogiorno. nn sono stanca.
ma hai le occhiaie,sai.
...ho trentun anni
e allora?
vaffanculo.
oh, ma che acida
che tu sia maledetto. sul serio, vodoo.

cintiq

non ho ancora capito se desidero la cintiq.
in effetti nn immagino come potrebbe essermi indispensabile e cosa di positivo ne trarrei, il tutto ostacolato dal prezzo, che mica è indifferente.cioè, se penso alla necessità effettiva di averla qui adesso, bah. nel senso, ecco, sono a mio agio con il mio metodo carta-scan-photoshop e sarebbe una seccatura dover ricominciare a imparare tutto un processo nuovo.
però è vero che questo è un discorso che potrebbe fare minonna in merito al telefono cellulare. e già mi vedo tutta incartapecorita sulla sedia a dondolo a borbottare contro le nuove tennolojie, la gioventù maleducata e le mezzestagioni in estinzione.
poi vedo i risultati sugli altri, e nn posso negare che mi piacciono.
quindi dal rifiuto categorico iniziale mi sta salendo un pò di curiosità di provarla almeno e infondo, averla qui, adesso nn mi darebbe proprio noia.
ecco, allora l'ho capito. vorrei una cintiq.
vorrei l'ultimo modello, quella grossa, perchè visto che ci sono faccio le cose per bene. ma nn vorrei spendere 1999$ che poi nn so se mi ci trovo bene. ecco,potrebbe essermi regalata.
sisi, sentimento definito: desidero che mi si regali una grossa nuovissima cintiq.
ma và.